Le Termiti

2015-06-01 Carla Petta ha pubblicato:

SPECIE: Termiti ( Ordine Isotteri ) (dal greco iso=uguale e ptera=ali)

NOME VOLGARE: Termiti

CICLO BIOLOGICO: in genere da Agosto a ottobre, con un alto tasso di umidità come una giornata di poggia, si ha la sciamatura delle termiti o volo nuziale. Durante il volo perdono le ali. Le Termiti del legno si accoppiano solo, differentemente dalle api e dalle formiche carpentiere, dopo che hanno trovato un posto adatto alla fondazione di una nuovo termitaio. Il maschio non muore dopo l’accoppiamento e diventano insieme alla regina una coppia reale effettiva che si accoppierà saltuariamente. Le uova delle termiti sono collocate sciolte e le ninfe che nascono sono tutte uguali tra loro al primo stadio.Già al secondo stadio troviamo le ninfe dalla testa piccola che diventeranno individui alati e quelle di testa grande che daranno origine a loro volta alle termiti operaie e alle termiti soldato. La durata di una colonia di termiti varia dalla fecondità della regina.

CARATTERISTICHE: sono lucifughe, presentano un potente apparato boccale masticatore. Le termiti sono spesso confuse con le formiche alate. Alcune differenze che le termiti hanno in confronto alle formiche alate sono: antenne diritte, zampe corte, due paia di ali uguali, giunzione del torace. Nelle loro popolazioni è possibile riconoscere due caste principali: quella dei "riproduttori" e quella degli "sterili", ambedue comprendenti tanto maschi quanto femmine. La casta riproduttiva è costituita dai Reali" ( 1% della colonia). Fuoriesce dal nido per un volo prenuziale, dopo di che perdono le ali e fondano (in coppia) nuove società di cui divengono "re" e "regina". Attraverso la deposizione di uova garantiscono il mantenimento e la crescita della colonia. Alcuni derivano dagli adulti alati (colore scuro) altri dallo sviluppo degli operai (colore chiaro). Le dimensioni variano da 7,5 a 10 mm a seconda dell’origine. La casta sterile invece comprende i "soldati" e gli "operai". Si conoscono due categorie principali di "soldati": quella degli individui con il capo non particolarmente differenziato e forniti di grandi mandibole (poderose e forbiciformi, ovvero allungate rettilinee o ondulate, o anche asimmetriche avendo la sinistra ritorta, ecc.); quella degli individui con il capo prolungato in un processo coniforme più o meno vistoso, all'estremità distale del quale si apre il dotto della ghiandola frontale, e provvisti di mandibole piccole e vestigiali (i cosiddetti "nasuti") . Gli occhi, sviluppati o ridotti nelle specie primitive, mancano nelle altre. I "soldati" risultano incapaci di triturare il legno, di scavare il suolo, di impastare terra ed escrementi, di contribuire alla edificazione del nido. La loro funzione è difensiva, particolarmente contro le Formiche, principali nemici degli Isotteri e dispongono di mandibole che tagliano o sventrano. Accorrono quando nel nido si determina una breccia; accompagnano, fiancheggiandole le colonne di esploratrici e di bottinatrici, o anche formano ai loro lati due barriere rivolgendo le teste verso l'esterno; formano dei cerchi protettivi attorno alle aperture da cui sciamano gli alati; si dispongono innanzi ed attorno agli operai che lavorano, ecc. I "soldati" di colore fulvo-marrone costituiscono circa il 5% della colonia. Gli "operai" invece provvedono alle necessità della colonia, riproduzione esclusa: scavano gallerie, costruiscono, riparano ed ingrandiscono i nidi, fabbricano coperture per le spedizioni di rifornimento vanno in cerca di cibo, nutrono gli altri membri della società, raccolgono, trasportano la covata; allevano la prole; facilitano la fuoriuscita degli alati sciamanti preparando, ad esempio, speciali camere periferiche di radunata ed aprendo vie d'uscita. partecipano alla difesa della comunità elevando rapidamente ostacoli per impedire l'accesso al nido di estranei e mordendo gli avversari, ecc. Gli "operai" grandi 5-6 mm di colore bianco-giallastro costituiscono il 90/95% della colonia.

HABITAT: delle circa 2.400 specie presenti nel mondo, in Italia sono presenti cinque specie, di cui due abbastanza diffuse su tutto il territorio ed una, la Cryptotermes brevis, segnalata recentemente in alcune città italiane. Le altre al momento sono di irrilevante importanza.

ALIMENTAZIONE: sono insetti xilofagi (si nutrono di legno) e digeriscono la cellulosa grazie ad una popolazione di batteri simbionti presente all’interno dello stomaco. L’alimentazione dell’intera colonia avviene tramite tramite la “TROFALLASSI”, meccanismo di scambio del cibo per rigurgito boccale o per prelievo anale.

DANNI: Possono colonizzare anche piante vegete, ma aggrediscono di preferenza il legno morto e le ceppaie e per questa loro peculiarità appaiono maggiormente diffuse nei centri abitati, dove penetrano con diverse modalità nelle costruzioni, provocando danni di elevato impatto economico che assumono rilevanza drammaticamente maggiore quando affliggono il patrimonio storico-artistico, sia esso di natura lignea o cartacea. Le termiti attaccano legno in opera come travi portanti, controsoffittature e manufatti lignei, mobili, infissi, battiscopa, cornici di porte e finestre, perlinati, pannelli ma anche di libri, archivi, ecc. Una volta individuati i danni, andando ad indagare nei punti di attacco, ci si imbatte in una gran quantità di piccoli individui bianchi che muovendosi velocemente cercano di rintanarsi in quelle stesse strutture che fino a quel momento li hanno celati alla nostra vista. Il legno infestato dalle termiti non mostra sintomi visibili dall’esterno, quindi, in assenza di un’adeguata prevenzione, l’attività termitica finisce col manifestarsi solo quando i dannisono ormai in stato tanto avanzato da risultare molto gravi. Rifuggendo infatti la luce diretta, Reticulitermes lucifugus attacca il substrato ligneo e lo svuota dall'interno, rispettando gli strati superficiali liberi, senza produrvi fori di nessun tipo: l’incessante lavoro di scavo rimane quindi normalmente celato ai nostri occhi. Il legno consumato assume il caratteristico aspetto sfogliato, con ampie lacune intercalate da strati sovrapposti più o meno sottili, simili a lamelle allungate nel senso delle fibre legnose. Nessun tipo di segatura viene rigettato all’esterno e le pareti delle lacune non presentano rosura,ma sono tappezzate con uno speciale “cemento”, detto “legno di sostituzione”, ricavato mescolando terra, detriti cellulosici, escrementi e saliva.

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